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1930 - 1837 U.S.A.
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Mi sono sempre chiesto come mai le due supermarche per eccellenza (provate a leggere bene le etichette dei prodotti che avete in casa e vi renderete conto di quanti appartengono a queste due multinazionali) abbiano dei marchi così brutti.
Partiamo da Unilever: i ghirighori che formano la U, ad un minimo rimpicciolimento dell'immagine, diventano irriconoscibili e, anche a dimensioni "normali", sono troppi e nessuno riuscirà mai a ricordarsene mezzo. Avrebbe potuto avere senso che venissero rappresentati, più o meno tutte le categorie merceologiche brandizzate Unilever ma così non è infatti troviamo palme, cuoricini, manine, fiocchi di neve etc. Nessun rimando all'impresa, dunque.
Per il logotipo è stato utilizzato un carattere illeggibile in riduzione e ben poco caratterizzante.
Dall'altra parte, Procter & Gamble, che marchia ogni genere di prodotto (dai Tampax alle Pringles), ha scelto un logotipo a mio parere non originale, privandosi di un marchio iconografico che avrebbe potuto alleviare la bruttura del carattere con cui hanno scritto le 3 lettere.
Forse non è un caso che, tra le due, solo Unilever applichi sistematicamente il proprio marchio sui prodotti mentre P&G abbia scelto di scrivere, in formato testuale, che quello è un loro prodotto/brand.
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