. Il Beat Come Anestetico .
Frankie Hi NRG MC
[La Morte Dei Miracoli]


C'ho l'umore che fa il bunjee dallo stomaco alla gola e ritorno,
cerco un punto da osservare e resto fermo,
come Han Solo nel mio blocco di grafite aspetto la salvezza,
combattendo una pigrizia travestita da stanchezza
mi ritrovo a far la spola tra la tele e il frigo

Come un automa non dirigo i passi, ma se me lo dico scopro che posso ancora controllarmi,
ma per poco e corro il rischio di bloccarmi.
L'estate sta iniziando, un anno se ne va e son già grande,
ho superato il quarto
un anno fa e porto ancora i segni addosso:
volavo come un fesso in galleria quando un guard-rail m'ha dato un morso e così sia
La sfida è aperta e il tempo è il giudice imparziale,
la posta in gioco aumenta quando giochi male
e qui non c'è Mike Bongiorno a darti un premio quando azzecchi
le parole, ma scopri che puoi stare bene uguale.
E se la mente vuole già lo sai la lingua che può fare, magari anche il solletico
E se la testa dopo un pò fa male c'ho il rimedio pronto ed uso il beat come anestetico.

Col beat in circolo - miracolo ! - supero ogni ostacolo di slancio,
nel mio abitacolo sfreccio avanti al gruppo come Fangio e non mi puoi fermare:
scarto gli assi e faccio yathzee tutto in tre manovre, sta a guardare
Hai visto, o eri distratto dalla punta del tuo naso che si muove più di te,
povero illuso: ti menti e cerchi scuse alla tua stasi insana,
e te le inventi se non te ne viene in mente neanche una buona.
Tu senti come suona il beat ma non lo ascolti mai,
ti credi la persona che non sei: fatti tuoi e di chi ti sta accanto,
finchè puoi dare prendi e per me non duri tanto
Ti offendi? Scusa, ma sei un amico e con gli amici non si abusa
se non a fin di bene, quindi muovi il culo e la mente lo accompagnerà,
o sta sicuro di restare solo, anzi a metà,
diviso dalla tua vera essenza
da uno specchio che più parlo e più s'appanna
L'apparenza inganna e il tempo che tu passi a contemplarla non torna, l'hai perso..
Eri troppo preso dal sound-check del tuo complesso e lui è passato,
t'avevo avvertito e non mi hai ascoltato, ma almeno un passo è fatto
e se brucia la sconfitta fanne un altro e segui il beat...

Usando il beat frammento il tempo, lui dice che è continuo
e io lo quantizzo, e se sto preso bene lo rallento:
lo analizzo mentre vola e riguardo alla moviola quel che è stato
è dai tempi della scuola che ho capito che l'avrei domato.
Lo spacco in quarti, poi lo rimonto, è come il Lego:
più pezzi ho più sono allegro.
Ma già lo so che questo gioco prima o dopo finisce,
e il tempo tira avanti e non capisce:
lui si espande come un buco nero tanto grande
da inghiottirti vivo se non ci stai attento,
e più si accumula più è tardi e se adesso non mi sbrigo
corro il rischio di cascarci dentro, ora mi spiego:
rimando, non mi alleno e aspetto il giorno della gara con le mani in mano
e in tasca c'ho la testa che mi pulsa di un dolore isterico ed uso il beat come anestetico


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